Speciale Barcelona 2010!
sabato 31 luglio 2010
Ultimi 2 giorni....
Sabato mattina.... ultimi due giorni di europeo.
Fra pochi minuti partirà la maratona femminile e insieme vedranno il via le batterie delle staffette.
Ieri è stato il giorno delle delusioni in chiave azzurra: due concrete chances da medaglia sono sfumate in maniera diversa; in mattinata Alex Schwazer, dopo una buona 20km in apertura di europeo, naufraga sulla distanza che lo ha visto campione olimpico. Una disfatta che anche l'altoatesino si spiega con la mancanza di stimoli, il sentirsi moscio, una definizione che dovrebbe chiamare in causa chi si occupa di questo settore, dove invece Marco De Luca si conferma affidabilissimo con un sesto posto che lo fa sorridere a 32 denti.
Invece nello stadio la delusione più grande è quella di Antonietta Di Martino che esce nelle qualificazioni: ottima fino a 1,90 compie tre errori a 1,92, dolorante al piede di stacco e lasciando alle altre la finale; con lei esce anche la Lamera che non conferma i recenti miglioramenti.
Passando ad altro Giulia Arcioni contro una bufera riesce a centrare la semifinale dei 200, dove si comporta onorevolmente penalizzata anche in questo caso dal vento, mentre nel martello Silvia Salis non ritrova l'ottimo feeling delle qualificazioni ma guadagna comunque la finale, che risulta essere una delle più giovani dell'europeo con un '88, un '90, un '86 e due '85: vince la tedesca Heidler e la grande sconfitta è la neoprimatista mondiale Wlodarczyk solo terza.
Dal settore maschile qualificazione veloce per Andrew Howe in una finale che si preannuncia tutta da seguire con un equilibrio generale e lotta cm a cm: ttra gli altri lo spagnolo Caceres (classe '91) stabilisce il nuovo record europeo juniores con 8,27.....vedremo chi la spunterà fra vecchie volpi come Tsatoumas e la nouvelle vague del lungo continentale; buona prova per Emanuele Formichetti che sfiora la qualificazione che avrebbe potuto centrare al primo salto quando tocca la plastilina vanificando un bel balzo, più deludente invece Tremigliozzi seppur arrivato a 7,80.
Nei 1500 settimo Christian Obrist che al momento del dunque si trova chiuso all'interno e non può giocarsi in pieno le sue chances di volata in una gara tatticissima (ritmo da gara femminile fino al 1100) vinta nel tripudio generale dallo spagnolo Arturo Casado che infiamma il Montjuic; solo il secondo posto del tedesco Schlangen nega agli iberici la tripletta.
Tornando alle ragazze la finale dei 400 che ha visto la seconda tripletta della manifestazione per le irraggiungibili russe ha trovato pronte le azzurre: Libania Grenot, partita fin troppo veloce guadagna la medaglia di legno a pochi centesimi dal suo record italiano mentre Marta Milani gasata dall'accesso alla finale migliora il proprio primato di botto scendendo a 51,87; in chave staffeta sono due buone notizie, vedremo se sapranno ripetersi in questi ultimi due giorni.
Ma ieri altri personaggi si sono ritagliati la copertina dell'europeo:
dal marciatore francese Diniz in fuga dal primo metro quando tutto sembrava un azzardo e che ha colto un oro meritatissimo, all'ostacolista russa Antyukh dominatrice dei 400hs con un crono d'altri tempi: 52.92 e record dei campionati che cade dopo 24 anni.
Russia protagonista assoluta: abbiamo già detto della tripletta sui 400, ma c'è tanto altro da raccontare:
la vittoria sui 3000 siepi della Zarudneva (con il nuovo record dei campionati), in testa dal primo all'ultimo metro davanti all'idolo locale Marta Dominguez, dimostrando personalità e una tecnica di passaggio sublime.
Altra vittoria russa dall'asta con l'ottima 4,75 di Svetlana Feofanova, apparsa quasi autoritaria, una piccola zarina (la principale è ai box...).
Completa il poker d'oro la Savinova sugli 800 autrice di un ultimo 150 velocissimo, uscita nell'ultima curva ha messo il turbo e sbaragliato la concorrenza dove ha stupito l'olandese Yvonne hak, al personale in una gara dal passaggio lento (circa un minuto per la ragazza orange).
Fra gli uomini appassionante finale dei 400 dove il francese Djhone conduce fino ai 370m e poi finisce addirittura sesto risucchiato dal alttato mentre sull'arrivo piombano insieme gli altri fra cui la spunta il gemello minore (di curriculum) Kevin Borlée davanti a due britannici.
Union Jack che aveva sventolato invece nei 110hs per Andy Turner, in rimonta su svoboda intesta fino a che non ha commesso un errore sul 7° ostacolo.
Infine il protagonista dell'europeo potrebbe essere il bianco velocista transalpino Christophe Lemaitre, per lui doppietta 100-200, che sembrava sfumata ai 120 (era sesto), ma che ha riacciuffato con un grande lanciato sul dritto e un tuffo sul traguardo ad anticipare Malcolm.
Adesso si torna allo stadio per le staffette....
Hasta luego!!
Fra pochi minuti partirà la maratona femminile e insieme vedranno il via le batterie delle staffette.
Ieri è stato il giorno delle delusioni in chiave azzurra: due concrete chances da medaglia sono sfumate in maniera diversa; in mattinata Alex Schwazer, dopo una buona 20km in apertura di europeo, naufraga sulla distanza che lo ha visto campione olimpico. Una disfatta che anche l'altoatesino si spiega con la mancanza di stimoli, il sentirsi moscio, una definizione che dovrebbe chiamare in causa chi si occupa di questo settore, dove invece Marco De Luca si conferma affidabilissimo con un sesto posto che lo fa sorridere a 32 denti.
Invece nello stadio la delusione più grande è quella di Antonietta Di Martino che esce nelle qualificazioni: ottima fino a 1,90 compie tre errori a 1,92, dolorante al piede di stacco e lasciando alle altre la finale; con lei esce anche la Lamera che non conferma i recenti miglioramenti.
Passando ad altro Giulia Arcioni contro una bufera riesce a centrare la semifinale dei 200, dove si comporta onorevolmente penalizzata anche in questo caso dal vento, mentre nel martello Silvia Salis non ritrova l'ottimo feeling delle qualificazioni ma guadagna comunque la finale, che risulta essere una delle più giovani dell'europeo con un '88, un '90, un '86 e due '85: vince la tedesca Heidler e la grande sconfitta è la neoprimatista mondiale Wlodarczyk solo terza.
Dal settore maschile qualificazione veloce per Andrew Howe in una finale che si preannuncia tutta da seguire con un equilibrio generale e lotta cm a cm: ttra gli altri lo spagnolo Caceres (classe '91) stabilisce il nuovo record europeo juniores con 8,27.....vedremo chi la spunterà fra vecchie volpi come Tsatoumas e la nouvelle vague del lungo continentale; buona prova per Emanuele Formichetti che sfiora la qualificazione che avrebbe potuto centrare al primo salto quando tocca la plastilina vanificando un bel balzo, più deludente invece Tremigliozzi seppur arrivato a 7,80.
Nei 1500 settimo Christian Obrist che al momento del dunque si trova chiuso all'interno e non può giocarsi in pieno le sue chances di volata in una gara tatticissima (ritmo da gara femminile fino al 1100) vinta nel tripudio generale dallo spagnolo Arturo Casado che infiamma il Montjuic; solo il secondo posto del tedesco Schlangen nega agli iberici la tripletta.
Tornando alle ragazze la finale dei 400 che ha visto la seconda tripletta della manifestazione per le irraggiungibili russe ha trovato pronte le azzurre: Libania Grenot, partita fin troppo veloce guadagna la medaglia di legno a pochi centesimi dal suo record italiano mentre Marta Milani gasata dall'accesso alla finale migliora il proprio primato di botto scendendo a 51,87; in chave staffeta sono due buone notizie, vedremo se sapranno ripetersi in questi ultimi due giorni.
Ma ieri altri personaggi si sono ritagliati la copertina dell'europeo:
dal marciatore francese Diniz in fuga dal primo metro quando tutto sembrava un azzardo e che ha colto un oro meritatissimo, all'ostacolista russa Antyukh dominatrice dei 400hs con un crono d'altri tempi: 52.92 e record dei campionati che cade dopo 24 anni.
Russia protagonista assoluta: abbiamo già detto della tripletta sui 400, ma c'è tanto altro da raccontare:
la vittoria sui 3000 siepi della Zarudneva (con il nuovo record dei campionati), in testa dal primo all'ultimo metro davanti all'idolo locale Marta Dominguez, dimostrando personalità e una tecnica di passaggio sublime.
Altra vittoria russa dall'asta con l'ottima 4,75 di Svetlana Feofanova, apparsa quasi autoritaria, una piccola zarina (la principale è ai box...).
Completa il poker d'oro la Savinova sugli 800 autrice di un ultimo 150 velocissimo, uscita nell'ultima curva ha messo il turbo e sbaragliato la concorrenza dove ha stupito l'olandese Yvonne hak, al personale in una gara dal passaggio lento (circa un minuto per la ragazza orange).
Fra gli uomini appassionante finale dei 400 dove il francese Djhone conduce fino ai 370m e poi finisce addirittura sesto risucchiato dal alttato mentre sull'arrivo piombano insieme gli altri fra cui la spunta il gemello minore (di curriculum) Kevin Borlée davanti a due britannici.
Union Jack che aveva sventolato invece nei 110hs per Andy Turner, in rimonta su svoboda intesta fino a che non ha commesso un errore sul 7° ostacolo.
Infine il protagonista dell'europeo potrebbe essere il bianco velocista transalpino Christophe Lemaitre, per lui doppietta 100-200, che sembrava sfumata ai 120 (era sesto), ma che ha riacciuffato con un grande lanciato sul dritto e un tuffo sul traguardo ad anticipare Malcolm.
Adesso si torna allo stadio per le staffette....
Hasta luego!!
venerdì 30 luglio 2010
Siamo a venerdì....
Ultimi 3 giorni di gare in quel di Barcellona, e ieri prima giornata per l'Italia senza medaglie.
A dire la verità speravo in Fabrizio Donato, ma il saltatore azzurro ha deluso....direttamente dalla pedana direi che era molto contratto e col baricentro insolitamente basso sia in rincorsa che durante i salti...strano perchè in qualificazione aveva fatto tutta un'altra impressione.
Bravo Schembri che si è guadagnato un posto in finale, e che finale!!!
Il britannico Phillips Idowu ha strabiliato con il nuovo personale a 17,81....è particolare come sembri ancora non maturo tecnicamente, con distribuzione dei balzi diversa da un salto all'altro....nel terzo salto con hop e step è arrivato oltre i 12,50, pensate un pò alle potenzialità di questo ragazzo.
Rientro coi fiocchi per Marian Oprea, il pluriinfortunato rumeno che ha tirato fuori dal cilindro un gran salto relegando al terzo posto il capofila stagionale Teddy Thamgo che ha pagato i suoi 21 anni.
Delusione per i tanti francesi presenti che si sono rifatti poco dopo durante il 1500 finale di una delle gare di decathlon più incerte che si ricordino: 3 in lotta per l'oro in 60 punti e gran gara di Romani Barras che se ne va nell'ultimo giro suggelando il suo meritatissimo oro con un 400 finale dei 1500 dopo 10 gare veramente da paura, un esempio da far vedere a chiunque si avvicini al nostro sport.
Ottime qualificazioni per Meucci e La Rosa che ritroveremo nella finale dei 5.000 sabato in quella che si preannuncia un'altra bella battaglia come quella dei 10.000, speriamo bene.
escono invece purtroppo i 3 ottocentisti e Galvan nei 200(per un solo centesimo), così come Tedesco negli ostacoli alti e Panizza in quelli bassi mentre dall'asta una notizia cattiva (Piantella che non riesce ad eguagliare il personale e passare) e una buona (un Gibilisco regale che si qualifica a 5,65 con soli 3 salti, occhio al siciliano dagli occhi di ghiaccio!!!).
Brava anche Simona La Mantia che conferma il suo trend positivo e entra in finale mentre irriconscibile è stata Zahra Bani nel giavellotto (pare che abbia rilasciato dichiarazioni controverse alla tv....). Infine gara difficile pr Fassinotti nell'alto iniziato sotto il nubifragio con il buon Marco che si comporta bene sulla pedana bagnata (lui è un mago della pioggia) fino alla misura di 2,26...dove esce proprio mentre la pedana si sta asciugando, un 9° posto a 21 anni è comunque una buona base per il saltatore torinese.
In questo momento siamo nel clou della gara di marcia 50km dove il francese Diniz l'ha messa giù dura fin dall'inizio....Schwazer è lì dietro in lotta per le medaglie e chissà...mancano 20km...intanto ottima conferma per Marco De Luca dopo l'eccellente piazzamento di Berlino, se regge porterà a casa un altro bel risultato...
Hasta luego!!!
A dire la verità speravo in Fabrizio Donato, ma il saltatore azzurro ha deluso....direttamente dalla pedana direi che era molto contratto e col baricentro insolitamente basso sia in rincorsa che durante i salti...strano perchè in qualificazione aveva fatto tutta un'altra impressione.
Bravo Schembri che si è guadagnato un posto in finale, e che finale!!!
Il britannico Phillips Idowu ha strabiliato con il nuovo personale a 17,81....è particolare come sembri ancora non maturo tecnicamente, con distribuzione dei balzi diversa da un salto all'altro....nel terzo salto con hop e step è arrivato oltre i 12,50, pensate un pò alle potenzialità di questo ragazzo.
Rientro coi fiocchi per Marian Oprea, il pluriinfortunato rumeno che ha tirato fuori dal cilindro un gran salto relegando al terzo posto il capofila stagionale Teddy Thamgo che ha pagato i suoi 21 anni.
Delusione per i tanti francesi presenti che si sono rifatti poco dopo durante il 1500 finale di una delle gare di decathlon più incerte che si ricordino: 3 in lotta per l'oro in 60 punti e gran gara di Romani Barras che se ne va nell'ultimo giro suggelando il suo meritatissimo oro con un 400 finale dei 1500 dopo 10 gare veramente da paura, un esempio da far vedere a chiunque si avvicini al nostro sport.
Ottime qualificazioni per Meucci e La Rosa che ritroveremo nella finale dei 5.000 sabato in quella che si preannuncia un'altra bella battaglia come quella dei 10.000, speriamo bene.
escono invece purtroppo i 3 ottocentisti e Galvan nei 200(per un solo centesimo), così come Tedesco negli ostacoli alti e Panizza in quelli bassi mentre dall'asta una notizia cattiva (Piantella che non riesce ad eguagliare il personale e passare) e una buona (un Gibilisco regale che si qualifica a 5,65 con soli 3 salti, occhio al siciliano dagli occhi di ghiaccio!!!).
Brava anche Simona La Mantia che conferma il suo trend positivo e entra in finale mentre irriconscibile è stata Zahra Bani nel giavellotto (pare che abbia rilasciato dichiarazioni controverse alla tv....). Infine gara difficile pr Fassinotti nell'alto iniziato sotto il nubifragio con il buon Marco che si comporta bene sulla pedana bagnata (lui è un mago della pioggia) fino alla misura di 2,26...dove esce proprio mentre la pedana si sta asciugando, un 9° posto a 21 anni è comunque una buona base per il saltatore torinese.
In questo momento siamo nel clou della gara di marcia 50km dove il francese Diniz l'ha messa giù dura fin dall'inizio....Schwazer è lì dietro in lotta per le medaglie e chissà...mancano 20km...intanto ottima conferma per Marco De Luca dopo l'eccellente piazzamento di Berlino, se regge porterà a casa un altro bel risultato...
Hasta luego!!!
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